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La storia di Jacques, Cavaliere di Hédonville, riprende vigore con questo avvincente romanzo, in uno straordinario mix d’azione e di sentimento. Febbraio 1815: così Jacques ritrova Napoleone e le sue campagne, in cui s’impegna con tutte le forze. Ma con la stessa passione spera di riunirsi ai suoi affetti, se le guerre finiranno e lui sarà ancora vivo. Riuscirà nei suoi intenti? Azione e sentimento, speranza e disillusione, inattesi colpi di scena: sempre basato sulla vera storia di Jacques Giacosa, ecco un altro thriller storico ad alta tensione, dall’autore de “Il Cavaliere di Hédonville”.
La storia di Jacques, Cavaliere di Hédonville, riprende vigore con questo avvincente romanzo, in uno straordinario mix d’azione e di sentimento. Febbraio 1815: sfuggito alla cattura a Vienna, dove ha incontrato l’ex-Imperatrice Maria Luisa, Jacques rientra in Francia. Ha perso l’amico François, ma altre missioni lo attendono perché Napoleone, dall’isola d’Elba, pianifica il ritorno. Jacques si lancia nell’impresa, pur nutrendo la speranza di ritrovare, un giorno, Suzanne de Fraimont, la misteriosa donna di cui si è invaghito. Non può immaginare che, in Piemonte, moglie e figlio sono vivi e, per giunta, in grave pericolo, dal momento che il Visconte di Bardìa è rientrato dalle guerre, deciso a carpire la sua preda. Gli eventi precipitano. Napoleone riconquista Parigi e l’Impero, ma la reazione è inesorabile: i Coalizzati muovono seicentomila uomini verso i confini francesi per annientarlo. L’unica cosa certa, a questo punto, è la guerra continentale! E quando scoppia, furiosa, all’ultimo sangue, decide le sorti dei protagonisti, nell’inseguirsi vertiginoso degli eventi che precedono e seguono Waterloo… Sì, proprio Waterloo: la battaglia, il cui racconto, tragico e vibrante, fa rivivere le emozioni estreme di chi ha combattuto per l’impossibile: un’illusione durata non più di cento giorni! Poi, per Jacques e Cati, sopravvissuti un’altra volta, giunge il momento di fare scelte decisive. Per loro si può aprire una nuova vita? Qui i contorni della vicenda si perdono: il lettore, come successe nella realtà al figlio Giuseppe, scopre tutto mezzo secolo più tardi, nel 1862. Fu allora che l’ultimo testimone decise di parlare, rivelando una verità inquietante, che, non per nulla, restò celata in una soffitta, insieme alle lettere di Jacques, per altri 150 anni.
Dematteis AndreaNato nel 1965, è medico veterinario, dottore di ricerca in gestione faunistica e docente all’Università di Torino. Cresciuto tra alpinisti e cacciatori di montagna – il padre Luigi era con Bonatti nella prima traversata scialpinistica delle Alpi, nel 1956 – vive in Valle Varaita, di cui ha diretto il Comprensorio alpino. Ha fondato e guidato a Sampeyre il Centro Ricerche sulla Gestione della Fauna Selvatica, curato le reintroduzioni di stambecco e cervo sulle Alpi Cozie e ha contribuito allo studio dei grandi mammiferi nel Parco Nazionale dell’Everest. Con Fusta Editore ha pubblicato i romanzi storici Il cavaliere di Hèdonville (2022), Il segreto della Vecchia Guardia (2023) e La valle tradita (2024). |