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Anni Sessanta. Uno spirito di rinascita spinge i cuori all’ottimismo. In Valle Varaita fioriscono osterie, locande, alberghi di montagna: luoghi di sosta, di incontro, di vita comune. Sul tavolo, immancabile, il vinegrié – le due ampolline piemontesi di olio e aceto – piccolo emblema di un’ospitalità che ancora oggi sa farsi sentire. Nanni Gianaria percorre la valle raccogliendo storie, fotografie d’archivio e testimonianze di famiglia per restituire il volto della ristorazione popolare di quegli anni. Un viaggio tra Verzuolo, Costigliole Saluzzo, Piasco, Rossana, Isasca, Venasca, Brossasco, Melle, Frassino, Sampeyre, Casteldelfino, Bellino e Pontechianale: dodici comunità, mille attività censite, un ritratto fedele e affettuoso di una valle in pieno fermento. Un documento prezioso e un racconto vivace di un’epoca in cui nei paesi ci si conosceva tutti e nessuno si sentiva mai solo.
C’era un tempo in cui entrare in un’osteria significava essere accolti. Sul tavolo apparivano sempre, quasi per rito, le due ampolline di vetro con olio e aceto – il vinegrié in piemontese – insieme al salino con sale, pepe e stuzzicadenti. Un gesto semplice, ma carico di significato: l’oste si prendeva cura di te. Questo libro è un viaggio nella Valle Varaita degli anni Sessanta, quando i paesi respiravano un’aria di comunità intraprendente e festosa. Le famiglie salivano dalla pianura per la villeggiatura estiva, i militari portavano vitalità alle osterie d’alta quota, i braccianti si sedevano a tavola con i camionisti di passaggio. Il Presidente della Repubblica pranzava in valle mentre i campioni della Juventus giocavano a pallone sulla piazza di Sampeyre. Nanni Gianaria ricostruisce, attraverso testimonianze di famiglia, archivi privati e la Guida alle attività economiche della Camera di Commercio di Cuneo del 1963, uno spaccato di vita autentica. Ristoranti, locande, osterie vengono raccontati uno a uno, Comune per Comune, da Verzuolo fino al confine francese con Bellino e Pontechianale. In appendice, un censimento di circa mille attività – dalla sarta al falegname, dal barbiere all’allevatore – che restituisce il ritratto fedele di una civiltà di paese in pieno fermento. La Valle Varaita è cambiata, com’è giusto che sia. Ma sapere da dove si viene aiuta a capire chi si è oggi e a riconoscere, nei locali che ancora animano la valle, qualcosa di quello spirito antico.
Gianaria NanniNasce a Venasca nel 1955. Nel 1972 consegue il diploma di Maturità presso l’Istituto Magistrale “E. De Amicis” di Cuneo. Nel 1976 lavora come assistente amministrativo nella scuola e dal 1990 è giornalista pubblicista presso la testata Corriere di Saluzzo con la qualifica di redattore fino al 2022. Ha pubblicato: La cucina povera e d’autore in Valle Varaita, Primalpe editore, 1985; Vallanta - Come nasce un rifugio, Cai - Saluzzo, 1988; 50 anni di Bim, Bacino Imbrifero del Varaita - Frassino, 2006; Montè per vardè pi lontan, Cai Busca, 2007; Bonne à tout faire - Da Chianale a Parigi, testimonianze di emigrazione femminile all’inizio degli anni Cinquanta, Fusta Editore, Saluzzo, 2024. |