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Storia di una donna che è stata anche magistrato

È il diario di una donna che come dice il titolo è stata anche magistrato e risulta un’utile e originale finestra sul mondo anche interiore e privato di una persona che pure ha dedicato decenni, prima di andare in pensione, al servizio della giustizia e dunque dei cittadini.

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È il diario di una donna che come dice il titolo è stata anche magistrato e risulta un’utile e originale finestra sul mondo anche interiore e privato di una persona che pure ha dedicato decenni, prima di andare in pensione, al servizio della giustizia e dunque dei cittadini.
Composto da spigolature di memoria, da parole che evocano e che rivelano, che interrogano e raccontano il tutto con un linguaggio poetico che possiede un’efficacia ineguagliabile e preziosa.

Stella Caminiti

Scheda tecnica

Pagine
256
Formato
16 x 23,5
ISBN
978-88-95163-61-1
Autore
Stella Caminiti
Edizione
Dicembre 2011

Caminiti Stella

Stella Caminiti è nata nel 1935 a Santa Teresa di Riva, solare cittadina situata sulla riviera ionica della Sicilia tra Messina e Taormina e qui vi trascorse la prima giovinezza. Conseguita a diciotto anni la licenza liceale classica, si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza all’Università di Messina e si laureò col massimo dei voti con lode all’età di ventidue anni. Contemporaneamente, dedicandosi sin da bambina allo studio del pianoforte, conseguì il diploma di quinto anno presso il Conservatorio musicale di Messina. Nel 1963 si trasferì in Piemonte unitamente al marito magistrato, e nel 1966 si stabilì a Torino. Dopo avere insegnato per vari anni materie giuridiche negli istituti superiori, venuto meno il divieto di accesso alle donne alla magistratura a metà degli anni sessanta, affrontò e superò con ottima votazione il concorso e venne nominata magistrato nel gennaio  del 1970. Dopo un periodo di attività in qualità di giudice presso il Tribunale di Torino, ottenne il trasferimento presso la Procura della Repubblica della stessa città e da allora esercitò sempre le funzioni di Pubblico Ministero. Nel 1991 ottenne la nomina a Procuratore Capo presso il Tribunale di Saluzzo e fu uno dei tre magistrati di sesso femminile a ricoprire tale carica, sulle 164 Procure esistenti a quell’epoca nel territorio nazionale. Esercitò anche, nel contempo, le funzioni di Presidente di sezione presso la Commissione Tributaria Regionale del Piemonte. Partecipò a numerosi seminari e convegni giuridici, tra cui notevole quello indetto dalla regione Piemonte nel 1986 sul tema dei reati contro la Pubblica Amministrazione (a quell’epoca la Caminiti era il magistrato coordinatore del gruppo che si occupava di tali reati), di cui parlò anche Giampaolo Pansa nel suo saggio intitolato “Lo Sfascio”. Partecipò a due premi letterari di poesia e in entrambi ottenne una menzione di merito.
Conclusasi col pensionamento la sua attività di magistrato , Stella Caminiti si dedica adesso a tempo pieno alle varie sue passioni, come la musica, i viaggi, ma soprattutto la scrittura poetica, alla quale, in particolare, aveva sempre dedicato tutti i “ritagli” di tempo disponibili, e che costituisce adesso il contenuto di questo libro.

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