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Fino a ieri c’erano camosci e cinghiali, ora anche caprioli, stambecchi, cervi... e lupi! Andrea Dematteis mette in fila trent’anni di censimenti faunistici, tre secoli di cambiamenti ambientali e sociali, le serie climatiche più aggiornate e racconta come una montagna svuotata di uomini si sia riempita di animali. Ma il lieto fine (almeno per ora) non c’è: i grandi selvatici danno valore al territorio, ma portano con sé nuove criticità e il ritorno del lupo ha messo in discussione il mestiere stesso dell’allevatore di montagna. Uomo, animali domestici e fauna recitano da sempre sullo stesso palcoscenico, ma ora, a differenza del passato, l’addetto alla regia – il clima – sembra costretto a variare il copione in tempi troppo brevi… A quali scenari andiamo incontro?
Dematteis AndreaNato nel 1965, è medico veterinario, dottore di ricerca in gestione faunistica e docente all’Università di Torino. Cresciuto tra alpinisti e cacciatori di montagna – il padre Luigi era con Bonatti nella prima traversata scialpinistica delle Alpi, nel 1956 – vive in Valle Varaita, di cui ha diretto il Comprensorio alpino. Ha fondato e guidato a Sampeyre il Centro Ricerche sulla Gestione della Fauna Selvatica, curato le reintroduzioni di stambecco e cervo sulle Alpi Cozie e ha contribuito allo studio dei grandi mammiferi nel Parco Nazionale dell’Everest. Con Fusta Editore ha pubblicato i romanzi storici Il cavaliere di Hèdonville (2022), Il segreto della Vecchia Guardia (2023) e La valle tradita (2024). |