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DE ORATIONE - LA PREGHIERA

Prima traduzione con commento del Migne

La riscoperta della preghiera dell’intus-ire (ritornare in se stessi) per sursum-ire (per innalzarsi) diventa premessa per affrontare con discernimento e sapienza i problemi concreti. Il commento al Padre Nostro di Tertulliano è di estrema attualità e ci insegna che pregare significa innanzitutto "mettersi in ginocchio" facendoci guidare dal cuore.

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Sembra che i giovani esprimano una simpatia crescente per la preghiera; le motivazioni di questa richiesta-nostalgia sono complesse e difficilmente riconducibili ad una causa. È un dato di fatto che l’odierna società permeata da un razionalismo neo-illuminista, dal pensiero debole e soprattutto da una invadente pubblicità supportata da una pseudo-cultura mass-mediale, riscopra la preghiera come “elevatio mentis in Deum” ossia “allargamento di orizzonte”, “esodo” dal circolo vizioso e narcisistico dell’IO.
L. Wittgenstein scrisse che pregare “Significa sentire che il senso del mondo è fuori dal mondo”. Hegel sostenne che “La preghiera riconcilia il finito con l’infinito, crea un’armonia nuova nella sfera dell’autocoscienza, del sentire e dell’agire umano in rapporto all’universo intero”. (Lezioni sulla filosofia della religione. Zanichelli - Bologna 1973).
La riscoperta della preghiera dell’intus ire (ritornare in se stessi) per sursum ire (per innalzarsi) diventa premessa per affrontare con discernimento e sapienza i problemi concreti. Il commento al Padre Nostro di Tertulliano è di estrema attualità e ci insegna che pregare significa innanzitutto “mettersi in ginocchio”, facendoci guidare dal cuore.
La preghiera non è mai ripiegamento su se stessi, non è narcisismo o uno specchio comodo per proiettare insoddisfazioni, delusioni e neppure una comoda scialuppa nei marosi della vita.

Aldo Intagliata

Scheda tecnica

Pagine
160
Formato
17x24
ISBN
978-88-95-163-21-5
Autore
Aldo Intagliata
Edizione
Agosto 2009 (2a ed.)

Intagliata Aldo Davide

Aldo Davide Intagliata, allievo di f. Della Corte, di U. albini, di s. Piano e di e. Valgiglio, si è laureato nel 1980 presso l’Università di Genova discutendo una tesi in lingua e letteratura ebraica. 


È stato citato negli atti del ii Convegno internazionale (Genova, 1015 giugno 1984) nell’estratto da Italia Judaica a p. 290 per la metrica del Castigo dei reprobi, tradotto dall’ebraico, e a p. 293 per l’ampia analisi comparativa fra l’opera letteraria di Mosè Zacuto e l’oratoria sacra del seicento. Nel 1992 ha pubblicato il De oratione (La preghiera) di Tertulliano per Gribaudo come prima traduzione mondiale dell’opera. 


Ha avuto quattro citazioni internazionali per lo studio di Tertulliano stesso. È stato citato da M. Bettini in Letteratura latina e antropologia romana, vol. 3°, p. 541 (la Nuova italia, firenze 1995); da G. Pontiggia in Letteratura latina, vol. 3°, p. 608 (Principato, Milano 1998); da G. Cipriani in Letteratura latina, vol. 3°, p. 241, (einaudi scuola, Milano 2003); da G. Pontiggia e M.C. Grandi in Letteratura latina (Principato, Milano 2004). 


Ha pubblicato per Milano stampa: Satura. Il giudizio di E. Montale sul mondo contemporaneo (1996); La Vita Nova di Dante. Una proposta di lettura fra amore mistico e amore cortese (1997); La sfida femminista alla teologia e alla filosofia nel postmoderno (1998); Un mito geografico: il monte della calamita (1999); La New Age (2000). 


È stato citato dalla rivista internazionale «sapientia» per gli studi storico-filosofici-filologici su Tertulliano. 


Ha curato inoltre la pubblicazione Bernardino, il santo, il sito Mondovì (1999). 


Ha tradotto e commentato per Talìa editrice Somnium Scipionis di Cicerone (2001) e Pagine scelte di sant’agostino (2003). 


Nel 2009 ha pubblicato uno studio sul canto XXVi dell’Inferno di Dante e uno studio di letteratura greca riguardante il conflitto fra ragione e passione nella tragedia greca. 


Benemerito della Cultura Città di Ceva, medaglia d’oro, 2011. 


Ha fornito contributo anche per i volumi: Il senso del tragico e la tragedia Il senso del comico, entrambi usciti per aracne, Roma 2010. È stato citato in seconda pagina come consulente da G. Baldi, s. 


Giusso, M. Razzetti, G. Zaccaria in I classici nostri contemporaneiLetteratura italiana in 6 volumi (Paravia Pearson, Torino 2016). agli stessi autori ha fornito contributo di consulenza disciplinare e didattica per l’edizione in 4 volumi. 


G. Garbarino, l. Pasquariello, Dulce ridentem, cultura e letteratura latina, 3 volumi, Paravia Pearson, Torino 2016. 


P. Biglia, P. Manfredi, a. Terrile, Un incontro inatteso (antologia per il primo biennio, con un ringraziamento particolare ad aldo intagliata con la consulenza, 3 volumi, Paravia Pearson, Torino 2017. 


A. Terrile, P. Biglia, C. Terrile, Una grande esperienza di séLetteratura Italiana, 6 volumi, Paravia Pearson, Torino 2018. 


A. Terrile, P. Biglia, C. Terrile, ZefiroLetteratura italiana, 5 volumi, Paravia Pearson, Torino 2018. 


Per fusta editore ha curato la nuova edizione del De oratione, Tertulliano (2009, ristampa 2017); L’infinito dentro di noi, sant’agostino (2018); Somnium Scipionis, Cicerone (2018). 


Ha inoltre pubblicato un centinaio di articoli di varia cultura su settimanali locali. 


insegna attualmente letteratura latina, italiana e storia presso il liceo scientifico Baruffi di Ceva. 


 

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