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I campi di patate fanno le onde
Storie di amicizia e guerra lungo il Tanaro16,50 € -3% 16,01 € -

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Fulvia Viola Barbero
La Decima Masca
1495: Marchesato di Saluzzo, i processi alle streghe tra leggenda e storia18,00 € -3% 17,46 €Marchesato di Saluzzo - Rifreddo - Ottobre dell'A.D. 1495
In una giornata d’autunno una fanciulla bellissima viene accusata da un giovane contadino di operare maleficia ad amorem, cioè di far uso di pratiche magiche per istupidire gli uomini con incantesimi erotici. Altre donne del luogo sono accusate di abbandonarsi ai riti sacrileghi della mascaria: il patto col diavolo, lo spregio dei sacramenti, le danze notturne. Incaricato di far luce sui misfatti consumati in riva al fiume Po nelle notti di luna piena, è il famoso inquisitore Vito dei Beggiami dell’ordine dei padri Predicatori proveniente dal convento di San Domenico di Savigliano. In realtà, l’indagine del giudice inizia da un omicidio preterintenzionale tutto terrestre e finisce risucchiata in un vortice soprannaturale di origine diabolica, tra reminiscenze oniriche, ricostruzioni surreali e confessioni estorte. Le donne coinvolte furono nove, ma della misteriosa Eloisa, di cui si decantava lo splendore degli occhi violacei negli antichi racconti, non v’è traccia nei verbali dell’azione processuale sopravvissuti alle ingiurie dei secoli. Tra le carte dell’inquisitore affiora però qualche indizio interessante: un paio di cenni criptici che potrebbero sospingere la sua evanescente presenza al di là della sola aura leggendaria. In un intreccio tra leggenda e storia, la Decima Masca è una ricostruzione romanzata che dà vita a un bisbìglio e forma a un segreto, guidando il lettore in un appassionante viaggio storico attraverso gli anni di fine Quattrocento, il cruciale arco di tempo in cui stava per consolidarsi definitivamente la famigerata caccia alle streghe in Europa.
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GLI STRANIERI DELLA REPUBBLICA
Controllo, gestione e convivenza a Genova in età moderna19,50 € -5% 18,53 €Da sempre il mare ha rappresentato un forte elemento identitario per Genova, influenzando l’assetto urbano e il carattere degli abitanti. Casa di mercanti, navigatori e marinai, in età moderna la città dovette confrontarsi con il cosmopolitismo tipico dei grandi porti, imparando a gestirne i risvolti più problematici. Incentivare l’immigrazione di artigiani qualificati e di ricchi commercianti tramite l’istituzione di un portofranco e di speciali regolamenti concessi alle comunità straniere significava andare incontro ad inevitabili dispute giurisdizionali, conflitti religiosi, tensioni sociali. In questa prospettiva, il volume analizza il rapporto tra Genova e le presenze straniere tra Cinque e Settecento raccogliendo per la prima volta un corpus di saggi riguardanti problematiche generali, le singole comunità, le minoranze etniche o religiose.