VECCHI E GRANDI ALBERI DI TORINO

VECCHI E GRANDI ALBERI DI TORINO

VECCHI E GRANDI ALBERI DI TORINO

Torino è conosciuta per i suoi lunghi viali alla francese, per i parchi dislocati intorno al Po e sulla Collina, per i musei e i caffè, le piazze e i festival, la Fiat e la Sindone. Inaspettatamente però è, al pari di altre grandi città del Nord Italia come Milano e Bologna, una città di alberi secolari, dove il verde ha assunto da oltre due secoli un'importanza urbanistica e culturale.

Tiziano Fratus

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Collana    Il verde d'Italia
Autore     Tiziano Fratus

Pagine     
168  pagine

Formato   12x18
ISBN         978-88-95163-95-6
Edizione maggio 2013

Torino è conosciuta per i suoi lunghi viali alla francese, per i parchi dislocati intorno al Po e sulla Collina, per i musei e i caffè, le piazze e i festival, la Fiat e la Sindone. Inaspettatamente però è, al pari di altre grandi città del Nord Italia come Milano e Bologna, una città di alberi secolari, dove il verde ha assunto da oltre due secoli un’importanza urbanistica e culturale. L’edificazione delle grandi ville e dei castelli intorno al nucleo storico della città – la cosiddetta “Corona di delitie” – l’abbattimento dei bastioni da parte di Napoleone Bonaparte nel 1800, l’inizio dei grandi parchi ad uso pubblico, vedi il Valentino a metà Ottocento, nonché l’adozione dei giardini di piccola dimensione ispirati agli square di Londra e Parigi, all’indomani della raggiunta Unità d’Italia, hanno fatto del capoluogo piemontese una delle più interessanti città verdi, nonostante abbia dominato l’immaginario nazionale l’idea di mero centro industriale, per almeno mezzo secolo.

Vecchi e grandi alberi di Torino è una guida insolita alla ricerca dei maggiori e più annosi alberi della città, tredici “itinerari per camminanti” scritti in forma epistolare: Parco del Valentino, Giardini Reali, Parco della Tesoriera, Parco di Villa Genero, Parco Rignon, Parco Millefonti, Cimitero Monumentale, Parco della Rimembranza, Parco Ruffini, Orto botanico, Parco pubblico Giacomo Leopardi, gli spazi verdi ascendendo alla Basilica di Superga, Giardini Cavour e Sambuy.

Con contributi di Enzo Lavolta,  Antonella Mariotti, Giovanni Tesio, Consolata Siniscalco, Marco Magnone

Tiziano Fratus (Bergamo, 1975) è autore di molti libri che fanno parte del ciclo Homo Radix, premio speciale Natura 2012 assegnato dall’Accademia del Ceppo di Pistoia. Cura la seguitissima rubrica Il cercatore di alberi per il quotidiano “La Stampa”, disegna itinerari, guida le passeggiate in diverse regioni d’Italia e tiene personali fotografiche. Ha pubblicato raccolte di poesia in Italia e in vari Paesi, l’ultimo titolo è Gli scorpioni delle Langhe. Poesie con radici (La vita felice). 
Il suo sito Internet: www.homoradix.com

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Torino è conosciuta per i suoi lunghi viali alla francese, per i parchi dislocati intorno al Po e sulla Collina, per i musei e i caffè, le piazze e i festival, la Fiat e la Sindone. Inaspettatamente però è, al pari di altre grandi città del Nord Italia come Milano e Bologna, una città di alberi secolari, dove il verde ha assunto da oltre due secoli un'importanza urbanistica e culturale.

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